La Sonnambula





L'opera fu commissionata a Bellini dal duca Litta di Milano. Autore del libretto fu Felice Romani: In un primo momento il testo doveva essere tratto da Hermani opera di Victor Hugo, ma l'opposizione della censura austriaca nei confronti di un testo politicamente ambiguo, spinse il musicista ad abbandonare il progetto originario e a scegliere, su suggerimento di Romani, un soggetto più innocente di carattere pastorale ed idillico.
Il libretto fu così tratto da La Sonnambule ou L'arrivée d'un nouveau seigneur, un ballet-pantomine di Eugène Scribe e Pierre Aumer (1827), e da La Sonnambule, comédie-vaudeville dello stesso Scribe e Germain Delavigne (1819).
Con il concorso dello stesso Bellini, Romani apportò numerose modifiche al testo di Scribe, in particolare, a libretto già terminato, Bellini terminò l'agnizione conclusiva, laddove il conte Rodolfo si rivelava essere il padre naturale di Amina.
L'opera ritenuta la prima dei suoi tre capolavori e che, sin dalla prima rappresentazione ebbe grande successo, narra la storia dell'amore tra Amina e Elvino. La giovane Amina, pura come il paesaggio bucolico nel quale è ambientata la storia, ama Elvino di un amore profondo e sincero e soffre terribilmente quando viene accusata in modo ingiusto di infedeltà nei confronti dell'uomo.
La partitura traboccante di melodie memorabili sorrette da un'orchestrazione leggera, ma ricca di contrasti dinamici e coloristici, si espanse e si sostiene su fragili e disperati equilibri degli animi dei protagonisti: la melodia belliana, infatti, segue la tradizione del "bel canto" italiano, lasciando che la musica aderisca perfettamente valle esigenze drammaturgiche, equilibrando i recitativi ne le arie in una logica drammatica esatta e di mirabile semplicità.
La struggente forza dell'amore, l'affanno per la rincorsa del sentimento perduto rendono tanto struggenti le arie di Amina quanto complesse sia per l'interpretazione musicale sia per quella espressiva: il canto doloroso di Amina prima dell'inaspettato lieto fine.

Melodramma in 2 atti e 4 quadri.
Prima rappresentazione:
Milano, Teatro Carcano, 6 Marzo 1831