Le suore che adoravano Euterpe...



Nel corso del XVI e XVII sec.  l'esecuzione di musica polifonica nei concerti fu la conseguenza dell'arrivo di un numero sempre maggiore di ragazze di famiglia benestante, molte delle quali avevano già ricevuto un'educazione musicale, prima dell'ingresso in convento
Le cause di questo afflusso furono soprattutto economiche e politiche: la dote pagata ai conventi era meno cospicua di quella necessaria ad un matrimonio conveniente al rango di queste fanciulle, inoltre una volta diventate suore, le famiglie non erano più responsabili del loro mantenimento.
In molti conventi le suore organizzavano dei veri e propri concerti e, la eco di queste manifestazioni arrivarono a Roma. I pontefici ,non approvandole, diramarono una serie di regole sull'uso della musica all'interno dei monasteri. Tuttavia la sottomissione a queste norme variava da convento a convento: forse rifletteva il rapporto tra questo e il locale vicario generale.
L'Ordine di San Benedetto detiene il primato per il più alto numero di suore compositrici: non tanto perché è uno dei più antichi ordini religiosi, quanto piuttosto perché è quello che ha sempre attribuito maggiore importanza alla musica.
L'Italia ha dato i natali ad un numero non completamente quantificato di suore musiciste.
Tra le più rinomate si ricordi la compositrice Isabella Leonarda (Isabella Calegari, Novara 1620-1704). Nel 1636 entrò nel convento di Sant'Orsola a Novara, dove nel 1686 divenne madre superiora e nel 1693 madre provinciale. Pubblicò circa 20 raccolte di composizioni sacre, che comprendono Messe e soprattutto Mottetti solistici, e una di Sonate a uno, due, tre e quatro istromenti (Novara, 1678).